Alessia Musicò

PSICOLOGA & PSICOTERAPEUTA

Psicoterapia

L'obiettivo della Psicoterapia è incrementare l'efficienza funzionale della personalità, rendendo il cliente maggiormente consapevole delle proprie scelte, delle proprie motivazioni, delle proprie emozioni e dei propri comportamenti. I percorsi terapeutici richiedono una buona motivazione e molto impegno ma danno anche grandi soddisfazioni.

Terapia individuale

Adolescenti (15+) e Adulti

studio

Quando?

Percorsi di conoscenza di Sé e crescita personale

Per iniziare una Psicoterapia personale non è necessario avere dei sintomi, è sufficiente dare importanza al proprio benessere psichico. La psicoterapia è un percorso di conoscenza di Sé e di approfondimento dei propri desideri, delle proprie ansie e delle proprie paure, che ci aiuta a comprendere le nostre motivazioni e a fare scelte di vita più consapevoli

Chiaramente, la psicoterapia è ancora più consigliata – e diventa in molti casi indispensabile– qualora fossero presenti dei sintomi e delle problematiche psicologiche o psicopatologiche  più estese.

La decisione di intraprendere un percorso terapeutico non è una decisione semplice, spesso ci sono molte resistenze; a volte si pensa che rivolgersi a qualcuno non sia necessario, e per lungo tempo la persona si porta dietro una grande sofferenza inespressa

Alcune sintomatologie nelle quali è indispensabile rivolgersi ad un professionista :

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da tristezza profonda, sensazione di vuoto interiore, anedonia (perdita di piacere nel fare cose che prima venivano considerate piacevoli), pensieri negativi, autosvalutazione, disperazione, cambiamenti nel ritmo del sonno e nell’appetito (con conseguenti cambiamenti di peso). Vi è poi una riduzione delle attività quotidiane e una diminuzione della cura di sé. E’ una condizione delle condizioni cliniche più diffuse ed è indispensabile rivolgersi ad un professionista.

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Gli attacchi di panico sono caratterizzati da cambiamenti fisiologici (tachicardia, tensione muscolare, etc) associati a paura di morire o di impazzire. Sono solitamente collegati a problematiche di tipo ansioso. E’ importante indagare in modo approfondito il contesto in cui si verifica il primo attacco e il contesto nel quale si manifestano maggiormente.

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Le problematiche legate all’ansia sono molto comuni.
Solitamente la persona percepisce un’elevata tensione muscolare ed è in un costante stato di vigilanza.

L’ansia è definibile “paura senza oggetto”, una risposta emotiva che anticipa una minaccia futura (reale o meno) ma non effettivamente presente nel momento in cui i sintomi si manifestano. Questa reazione può diventare anche molto invalidante, impedendo a chi la percepisce di uscire da solo, di recarsi in luoghi affollati, di guidare o di prendere l’autobus o il treno.

Può essere generalizzata, o manifestarsi solo in determinate situazioni (ad esempio situazioni sociali).

I colloqui psicologici possono aiutare la persona a capire le cause del proprio malessere e ad aumentare la propria consapevolezza rispetto a quello che fa e quello che sente.

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Paura o ansia marcata verso un oggetto o una situazione specifica. La paura è così grande da far sì che quell’oggetto o quella situazione vengano evitate e questo evitamento può portare difficoltà nella vita quotidiana (es. non prendo l’aereo e non posso andare in luoghi che vorrei visitare).

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Paura di trovarsi in situazioni dalle quali non sia possibile fuggire o nelle quali non sia possibile ricevere aiuto in caso di necessità (es. mezzi pubblici, luoghi affollati). La persona inizia quindi ad evitare tutte le situazioni che aumentano questa paura e questo evitamento può diventare invalidante (portando il soggetto ad evitare eventi o attività a cui invece desidererebbe partecipare). Possono essere presenti attacchi di panico.

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Il disturbo ossessivo compulsivo è una patologia caratterizzata da ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri ricorrenti e indesiderati, spesso insensati che aumentano l’ansia della persona e che possono essere “controllati” solo attraverso alcune compulsioni. Le compulsioni sono comportamenti o “atti mentali” che il soggetto deve necessariamente mettere in atto (è come se si sentisse obbligato) per diminuire l’ansia collegata alle idee ossessive.

Le ossessioni possono essere ad esempio “se non faccio un salto succederà qualcosa di brutto” e l’ansia generata da questo pensiero può essere annullata solo facendo un salto (compulsione). La persona si sente obbligata a saltare, non può farne a meno. 

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L’adattamento agli eventi di vita non è sempre semplice, alcuni eventi possono essere particolarmente stressanti. Ad esempio può essere difficile adattarsi ad una rottura sentimentale, ad una perdita o ad eventi di vita multipli (es. problematiche coniugali e perdita del lavoro).  Alcune manifestazioni possono essere umore depresso, ansia, cambiamenti nel comportamento. Solitamente è un disturbo transitorio.

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I disturbi del comportamento alimentare sono Anoressia NervosaBulimia e Binge Eating. Con questi disturbi è indispensabile un consulto precoce, poiché possono cronicizzarsi e, in questi casi, il trattamento diventa estremamente lungo e complesso.

Il DPTS si può verificare in persone che hanno subito (o che hanno assistito) ad un evento che è stato per loro estremamente traumatico. Può trattarsi di un evento catastrofico o violento, di un’aggressione, di una violenza sessuale. Dopo l’evento manifestano difficoltà a controllare le proprie emozioni, irritabilità, flashback dell’evento, incubi, ansia e insonnia. Solitamente mettono in atto evitamenti per non ricordare quanto accaduto, tuttavia spesso immagini intrusive riguardanti l’evento si verificano nelle loro menti.

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Con l’avanzare della tecnologia è ogni giorno più possibile creare un proprio mondo parallelo.

Da una parte gli smartphone con le loro sempre maggiori capacità di tenerci collegati alla rete ci ancorano ad un mondo reale ma comunque non fisico. Dall’altra i videogame, con grafiche sempre migliori, aumentano le possibilità di riprodurre mondi alternativi, meravigliosi ed affascinanti, non solo non fisici ma anche irreali.
Tutto questo espande enormemente la nostra mente, facendoci sentire infiniti. Tuttavia, spesso, perdiamo di vista il fatto che tutta questa vicinanza virtuale può allontanarci dalla vicinanza fisica.

L’essere umano è un “animale sociale”, scriveva Aristotele, che di certo non avrebbe mai immaginato questa particolare piega dell’evoluzione.
A volte, tutta questa tecnologia diventa un modo per sentirsi “sociali” quando non si riesce ad esserlo nel mondo fisico. Qualcosa però ad un certo punto inizia a stridere e ci si accorge, o a volte se ne accorgono gli altri, che qualcosa non va, che tutti i giorni sono troppo uguali, che è come se tutto questo virtuale servisse a compensare una mancanza… qualcosa che non c’è.

Ognuno ha il suo personale modo di vivere la tecnologia, io ne sono molto affascinata e non giudico negativamente la vita online. Penso però che come tutte le cose debba essere dosata o almeno che vada compreso come la stiamo usando e perché.
Che significato ha per noi? Davvero tutte quelle ore passate davanti allo schermo ci rendono felici? O sono una difesa?

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La diagnosi di un disturbo di personalità viene generalmente effettuata dopo i 18 anni, perché prima la personalità è ancora considerata in sviluppo. I disturbi di personalità sono pattern relativamente stabili di pensieri, emozioni, comportamenti.

Una diagnosi di disturbo di personalità richiede tempo perché è necessario individuare gli schemi di funzionamento e i sintomi a lungo termine. Poiché sono problematiche che coinvolgono la persona nel suo insieme anche il trattamento è di lunga durata ed i cambiamenti sono molto graduali.

Esempi di disturbi di personalità sono:

  • narcisista
  • borderline
  • evitante
  • dipendente
  • antisociale
  • istrionica
  • anancastica
  • paranoide
  • schizoide
  • schizotipico

I problemi collegati ai disturbi di personalità riguardano principalmente l’identità (sentimento di sé) ed il funzionamento interpersonale. Il trattamento elettivo per queste problematiche è la Psicoterapia e l’obiettivo è quello di ridurre i comportamenti disadattivi che creano difficoltà nella vita di ogni giorno, aumentando la comprensione degli schemi disfunzionali messi in atto nella quotidianità.

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